GENERAZIONE DONATO VESTUTI: L’ILLUSIONE È FINITA ORA BASTA ALIBI
La prima vera prova del campo ha presentato il conto, ed è un conto amarissimo, dopo la Scafatese in Coppa Italia, anche il Sorrento, espugna l’Arechi. La realtà è sotto gli occhi di tutti, la Salernitana è stata allestita nell’approssimazione più totale, assemblata all’ultimo minuto con elementi privi di preparazione e mandati allo sbaraglio senza la minima tenuta fisica o tattica. Se l’obiettivo della proprietà era un drasticamente ridimensionamento dei costi, si poteva e si doveva mettere a disposizione la rosa fin dal primo giorno di ritiro. Invece si è scelto il peggior compromesso, una squadra priva di gambe e di amalgama, figlia di un mercato d’attesa e di ripiego. Le responsabilità, tuttavia, non stanno mai da una parte sola e vanno distribuite chiaramente. Un disinvestimento palese nascosto dietro la favola dei tetti d’ingaggio. Avere disponibilità e scegliere di non investire non è gestione oculata, è assenza di visione e competenza calcistica. Il finto ridimensionamento sta distruggendo il fattore Arechi e azzerando la dignità sportiva della piazza. Giustificare il nulla con la mancanza di budget non basta più. Chi accetta di operare in queste condizioni ne sposa i rischi e la responsabilità operativa. Accettare compromessi e poi lasciarsi andare a dichiarazioni che sanno già di resa anticipata in sala stampa è inaccettabile. Chi guida la squadra deve assumersi l’onere delle scelte fatte, senza cercare scuse prima ancora che la tempesta entri nel vivo. Siamo finiti nel classico scaricabarile dove ognuno individua la colpa nell’altro, mentre la squadra naviga a vista e rischia di disputare una stagione di pura sofferenza senza avere né la struttura né la cattiveria agonistica per farlo. I tifosi meritano rispetto e trasparenza, non questo spettacolo indegno. La Salernitana è un patrimonio di una comunità intera, non un esperimento al risparmio. Ufficio Stampa Generazione Donato Vestuti


