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GENERAZIONE DONATO VESTUTI: L’ILLUSIONE È FINITA ORA BASTA ALIBI

La prima vera prova del campo ha presentato il conto, ed è un conto amarissimo, dopo la Scafatese in Coppa Italia, anche il Sorrento, espugna l’Arechi. La realtà è sotto gli occhi di tutti, la Salernitana è stata allestita nell’approssimazione più totale, assemblata all’ultimo minuto con elementi privi di preparazione e mandati allo sbaraglio senza la minima tenuta fisica o tattica. Se l’obiettivo della proprietà era un drasticamente ridimensionamento dei costi, si poteva e si doveva mettere a disposizione la rosa fin dal primo giorno di ritiro. Invece si è scelto il peggior compromesso, una squadra priva di gambe e di amalgama, figlia di un mercato d’attesa e di ripiego. Le responsabilità, tuttavia, non stanno mai da una parte sola e vanno distribuite chiaramente. Un disinvestimento palese nascosto dietro la favola dei tetti d’ingaggio. Avere disponibilità e scegliere di non investire non è gestione oculata, è assenza di visione e competenza calcistica. Il finto ridimensionamento sta distruggendo il fattore Arechi e azzerando la dignità sportiva della piazza. Giustificare il nulla con la mancanza di budget non basta più. Chi accetta di operare in queste condizioni ne sposa i rischi e la responsabilità operativa. Accettare compromessi e poi lasciarsi andare a dichiarazioni che sanno già di resa anticipata in sala stampa è inaccettabile. Chi guida la squadra deve assumersi l’onere delle scelte fatte, senza cercare scuse prima ancora che la tempesta entri nel vivo. Siamo finiti nel classico scaricabarile dove ognuno individua la colpa nell’altro, mentre la squadra naviga a vista e rischia di disputare una stagione di pura sofferenza senza avere né la struttura né la cattiveria agonistica per farlo. I tifosi meritano rispetto e trasparenza, non questo spettacolo indegno. La Salernitana è un patrimonio di una comunità intera, non un esperimento al risparmio. Ufficio Stampa Generazione Donato Vestuti

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Salernitana, il tempo stringe, tanto fumo, poco arrosto

Mancano ormai pochi giorni all’inizio della nuova stagione, con il ritiro precampionato fissato per il 12 luglio, ma il mercato della Salernitana stenta ancora a decollare. Tra indiscrezioni e trattative, al momento non si intravede ancora una strategia ben definita. I nomi accostati al club granata sono diversi, si parla dell’attaccante D’Ursi, reduce da un’ottima stagione al Sorrento con 15 reti, del terzino destro Liano della Casertana e del difensore Capuano, rimasto svincolato dopo la scomparsa della Ternana. La suggestione più affascinante porta invece a Lorenzo Insigne, il direttore sportivo Daniele Faggiano avrebbe sondato il fantasista, reduce dalla retrocessione in Serie B con il Pescara. Per ora, però, siamo ancora nel campo delle ipotesi, tanto fumo e poco arrosto. L’unica certezza sembra essere la fiducia della proprietà, che avrebbe messo a disposizione del direttore sportivo un budget di circa 5 milioni di euro per la campagna acquisti. Sul fronte delle uscite regnano le indiscrezioni. Capomaggio, Matino e Molina sarebbero destinati al Cerignola, mentre Ascik, desideroso di trovare maggiore spazio da titolare, potrebbe trasferirsi allo Spezia. In uscita ci sarebbe anche il terzino Longobardi. I tifosi, intanto, attendono con fiducia che la squadra possa presentarsi quasi al completo già dal primo giorno di ritiro, così da consentire al tecnico di lavorare fin da subito su un gruppo definito e arrivare preparati alle prime giornate del prossimo campionato. Grande attenzione, infine, è rivolta alla riunione in programma questo pomeriggio a Roma, dalla quale ci si attende un segnale importante da parte del presidente Danilo Iervolino. L’auspicio dell’intero ambiente granata è che venga tracciata una linea chiara per costruire una Salernitana competitiva e pronta a recitare un ruolo da protagonista nel prossimo campionato. Ufficio Stampa Generazione Donato Vestuti

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Incitazione di Enzo Sabato

  Domani non sarà una trasferta come le altre, domani non conteranno i chilometri, la stanchezza, l’orario o il sacrificio, domani conterà una sola cosa: esserci. Essere presenti ancora una volta, al fianco della nostra maglia, della nostra città, della nostra gente. A Ravenna saremo in 550, 550 cuori granata pronti a battere all’unisono, 550 voci che dovranno cantare senza fermarsi un secondo. 550 uomini e ragazzi che porteranno sulle spalle il peso e l’orgoglio di un popolo intero. Perché noi non siamo tifosi occasionali, noi siamo figli di una mentalità che non conosce resa, siamo quelli che partono comunque. Quelli che ci credono anche quando tutto sembra crollare, quelli che hanno fatto della Salernitana una ragione di vita, un’appartenenza che va oltre il calcio. Domani a Ravenna non entreranno soltanto dei giocatori in campo, entrerà Salerno, entreranno i sacrifici di chi lavora tutta la settimana e poi parte all’alba per seguire questi colori. Entreranno le lacrime, la rabbia, l’amore e l’orgoglio di chi questa maglia la sente sulla pelle ogni giorno. Dovremo essere una bolgia, dal primo all’ultimo minuto, anche quando le gambe saranno pesanti, anche quando il fiato mancherà, perché una partita così non si guarda, si vive, si combatte, si trascina. I ragazzi in campo dovranno sentire dietro di loro un popolo intero, dovranno capire che in quel settore ci sono persone che hanno rinunciato a tutto pur di esserci, che quei cori vengono dal cuore di una città che non si piega mai. Noi siamo Salerno, terra di passione, orgoglio e appartenenza. Una città che cade e si rialza sempre, una tifoseria che negli anni ha conosciuto dolore, delusioni, trasferte infinite e battaglie, ma che non ha mai smesso di cantare. Ed è proprio nei momenti decisivi che viene fuori la nostra vera essenza, la mentalità ultras non si spiega, si dimostra.Con la presenza, con la voce rotta dopo novanta minuti, con le mani gelate attaccate a una bandiera e con gli occhi pieni di orgoglio davanti ai nostri colori. Domani nessuno dovrà tirarsi indietro, domani dovremo cantare per chi non potrà esserci, per chi ha consumato una vita dietro questa maglia, per chi ci ha insegnato che la Salernitana non si segue quando conviene, ma si ama senza condizioni. 550 cuori, una sola voce, un solo destino. Facciamo tremare Ravenna, facciamo capire a tutti cosa significa avere Salerno dentro. Spingiamo quei ragazzi oltre ogni limite, perché domani in campo non andranno da soli, avranno dietro un popolo intero pronto a combattere insieme a loro. FINO ALL’ULTIMO RESPIRO. FINO ALL’ULTIMO CORO. AVANTI BERSAGLIERAAAA!!!!!

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Generazione Donato Vestuti : “Arechi come Holliwood e una vittoria che pesa”

Un 2-0 che vale molto più del semplice risultato. Una serata intensa, carica di emozioni, vissuta fino all’ultimo minuto da chi sugli spalti non ha mai smesso di crederci. A sbloccare il match ci pensa Lescano, bravo a trovare il guizzo giusto nel momento più delicato. Poi arriva la qualità di Achik ad accendere il gioco, la solidità di Donnarumma a blindare la retroguardia e infine Anastasio a mettere il sigillo definitivo su una gara praticamente controllata dall’inizio alla fine. Per oltre mezz’ora la Salernitana impone ritmo, aggressività e personalità, creando occasioni e tenendo il Ravenna costantemente sotto pressione. L’unico rammarico è non aver chiuso i conti prima, perché la superiorità dei granata è evidente già nel primo tempo. La squadra si muove bene, gioca con fluidità e trova spesso spazio tra le linee avversarie, ricordando per intensità e atteggiamento la prova vista nel derby contro la Casertana. Manca solo un pizzico di precisione in più negli ultimi metri. Ma la notte dell’Arechi non è stata speciale soltanto per ciò che si è visto in campo. Sugli spalti, infatti, la Curva Siberiano regala una coreografia semplicemente straordinaria, trasformando lo stadio in uno spettacolo di colori, passione e appartenenza. Un colpo d’occhio emozionante, capace di unire tutta la tifoseria in un’unica voce e di accompagnare la squadra dal primo all’ultimo minuto. Ancora una volta il pubblico granata dimostra di essere un valore aggiunto, trascinando la Salernitana con orgoglio, cuore e amore infinito. Nella ripresa il Ravenna prova soprattutto a difendersi, ma resiste fino a quando Lescano non trova la giocata che cambia definitivamente il volto della gara. Poco dopo arriva anche il raddoppio di Anastasio, che fa esplodere l’Arechi e mette il punto su una prestazione di grande maturità. Ottima anche la gestione complessiva della partita da parte di Cosmi, sia nelle scelte iniziali che nei cambi, con l’unica nota stonata rappresentata dall’ingresso di Gyabuaa. Sugli spalti è festa vera, oltre 22mila tifosi spingono la squadra dall’inizio alla fine, trasformando l’Arechi in un muro granata di entusiasmo e passione. La semifinale playoff adesso è più vicina, ma il discorso è ancora aperto. Servirà la stessa fame, lo stesso spirito e la stessa intensità nella sfida di ritorno a Ravenna. Andiamocela a prendere. Ufficio Stampa Generazione Donato Vestuti

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Generazione Donato Vestuti: “Salernitana alla prova Ravenna con un Arechi-Bombonera”

Domani sera lo Stadio Arechi tornerà a respirare il clima delle grandi occasioni per la sfida playoff tra Salernitana e Ravenna, una gara delicata e fondamentale nel cammino verso la Serie B. La squadra di Serse Cosmi arriva all’appuntamento con entusiasmo e consapevolezza ritrovata. I granata, nelle ultime uscite, hanno mostrato maggiore compattezza, intensità e spirito di sacrificio, caratteristiche che il tecnico ha saputo trasmettere fin dal suo arrivo. La Salernitana dovrebbe affidarsi ancora al 3-5-2, con Golemic guida della difesa, De Boer e Tascone a dare equilibrio in mezzo, supportati da uno dei calciatori più in forma della Salernitana, Andrea Ferraris. In avanti la coppia offensiva Ferrari-Lescano chiamata a fare la differenza sotto porta, sperando che finalmente alla fine dell’incontro il tabellino ci dica di goal segnati. Di fronte ci sarà però un Ravenna tutt’altro che arrendevole, la formazione di Mandorlini è squadra organizzata, concreta e molto compatta, capace di colpire soprattutto in ripartenza. I romagnoli si affidano all’esperienza e al fiuto del gol di Fischnaller, oltre alla qualità di Tenkorang tra le linee. Probabile la conferma del 3-4-1-2, sistema che ha permesso al Ravenna di diventare una delle sorprese più interessanti di questi playoff. Entrambe le squadre dovranno fare attenzione alla condizione fisica di alcuni elementi reduci da settimane molto intense, anche se al momento si registrano assenze pesanti per squalifica, Mandorlini juonior e Donati nel Ravenna e Matino in casa granata. La partita porterà con sé anche il ritorno a Salerno di Andrea Mandorlini, figura che anni fa fece discutere per cori offensivi contro i salernitani durante la sua esperienza al Verona. Ma in una serata così importante, l’Arechi dovrà pensare soltanto alla Salernitana, nessuna polemica dovrà distrarre ambiente e tifoseria da una gara che può valere una stagione. Serviranno voce, passione e sostegno continuo per trascinare i granata, perché quando Salerno si compatta attorno alla sua squadra, l’Arechi sa diventare davvero un’arma in più. Ufficio Stampa Generazione Donato Vestuti

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Generazione Donato Vestuti: “Salernitana avanti, sempre avanti”

E alla fine, è questo che conta, la Salernitana centra l’obiettivo e passa il primo turno dei playoff, anche se non senza qualche brivido. Lo ha fatto contro una Casertana che ha messo in campo tutto, cuore, grinta e tanta ma tanta organizzazione tecnica e tattica. Di contro una Salernitana, meno bella di quella vista a Caserta, per settanta minuti e con qualche calciatore che ha pensato più a discutere con arbitro e avversari che pensare a giocare. Su tutti un grande Ferraris e De Boer che si sta confermando giocatore di classe, buona anche la gara di Tascone e degli altri, sotto tono Cabianca. A decidere la gara è stata una prodezza di Donnarumma, bravo a neutralizzare un pericoloso fendente di Butic con la complicità del palo. Il grosso del lavoro era stato fatto già al Pinto, e all’Arechi è bastato poco per blindare il passaggio del turno. Il ritorno del derby contro la Casertana è stato maschio, duro e combattuto, con pochi spazi e tanta tensione. La squadra granata ha subito il vantaggio dei rossoblù con il gol di Heinz, trovando poi nel cuore della ripresa la forza per reagire. Proprio nel recupero, Achick ha firmato il pareggio che vale oro, permettendo di guardare avanti con fiducia. Non tutto è stato perfetto, nel quarto d’ora finale è emersa qualche incertezza, ma la Salernitana ha saputo resistere alla pressione e portare a casa un risultato prezioso. Fondamentale il sostegno del pubblico dell’Arechi, con la Curva Siberiano, supportata dall’intero stadio a trascinare la squadra con cori incessanti e bandiere sventolanti, diventando il vero cuore pulsante dei granata. Ora la Salernitana passa il turno con merito, ma attenzione, non sarà testa di serie nei quarti, e quindi non potrà contare sul vantaggio del ritorno in casa né sulla migliore posizione in classifica in caso di parità. Resta comunque un avversario temibile, capace di alternare momenti di grande intensità a qualche calo, che tutte le altre squadre sperano di evitare nell’urna dei sorteggi. Il messaggio è chiaro, fiducia, fiducia, fiducia! La strada è lunga, ma il cuore granata non si ferma, sempre avanti, verso il prossimo ostacolo. Ufficio stampa Generazione Donato Vestuti

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Salernitana incanta e soffre: derby vinto al “Pinto” tra spettacolo e tensione finale

La solita Salernitana: dominante per oltre un’ora, fragile nel finale. I granata mettono in discesa la gara con tre reti consecutive, dando l’impressione di aver archiviato il derby, ma negli ultimi minuti abbassano troppo il ritmo e permettono alla Casertana di rientrare, trasformando un match quasi perfetto in un finale carico di tensione. Per lunghi tratti, però, la squadra di Cosmi ha mostrato qualità e carattere. Dopo due settimane senza partite ufficiali, la risposta del gruppo al “Pinto” è stata convincente sotto ogni aspetto: intensità, organizzazione, brillantezza atletica e personalità. Una Salernitana aggressiva, finalmente consapevole della propria superiorità tecnica. Nel primo tempo i granata comandano il gioco senza lasciare spazio agli avversari, la Casertana viene schiacciata dalla pressione e dalla velocità della manovra ospite, mentre il pubblico di casa vede lentamente spegnersi l’entusiasmo iniziale. Fondamentali le scelte di Cosmi, che conferma il 3-4-1-2 e si affida ancora agli uomini che avevano chiuso al meglio la regular season. In avanti Lescano e Ferrari fanno la differenza, trovando due gol pesantissimi che indirizzano la sfida già nella prima mezz’ora. A centrocampo De Boer detta i tempi con lucidità, aiutato dal lavoro prezioso di Tascone, mentre sugli esterni Anastasio e Cabianca spingono con continuità creando occasioni a ripetizione. Bene anche la difesa, praticamente impeccabile per gran parte dell’incontro. La ripresa si apre con i cambi immediati di Coppitelli, segnale evidente delle difficoltà della Casertana. Ma è ancora la Salernitana a colpire, Ferraris inventa una rete di grande qualità che sembra chiudere definitivamente i giochi e certifica la superiorità tecnico-tattica dei granata. Quando tutto sembrava deciso, però, la partita cambia volto. Le sostituzioni premiano la Casertana, che ritrova energia e coraggio. Prima Proia, poi Butic riaprono il match, facendo crescere la pressione sugli ospiti e costringendo la retroguardia granata a soffrire fino all’ultimo minuto. Alla fine la Salernitana porta a casa un prezioso 3-2 e mette un piede avanti verso il secondo turno nazionale dei playoff di Serie B. Resta però quella sensazione già vista troppe volte: una squadra capace di entusiasmare, ma anche di complicarsi la vita da sola proprio quando sembra avere tutto sotto controllo. UFFICIO STAMPA GENERAZIONE DONATO VESTUTI

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Generazione Donato Vestuti “Playoff Nazionali, il sorteggio regala il derby campano:,Salernitana contro Casertana

Sarà Casertana-Salernitana la sfida della prima fase nazionale dei playoff. Il sorteggio ha messo di fronte due piazze storiche del calcio campano in un doppio confronto che promette intensità, spettacolo e grande tensione agonistica. L’andata è in programma domenica 10 maggio allo stadio “Alberto Pinto” di Caserta, mentre il ritorno si giocherà mercoledì 13 maggio allo stadio “Arechi” di Salerno, dove i granata potranno contare sul sostegno del proprio pubblico. Un derby che riporta alla memoria sfide storiche e che accende inevitabilmente l’entusiasmo delle due tifoserie. Tuttavia, proprio per ragioni legate all’ordine pubblico, va verso il divieto la trasferta dei sostenitori ospiti in entrambe le gare. Il GOS, il Gruppo Operativo Sicurezza, dovrebbe infatti orientarsi verso lo stop ai tifosi residenti nelle rispettive province, misura che verrebbe adottata per evitare possibili criticità dentro e fuori gli impianti. Una decisione che, se confermata nelle prossime ore, toglierebbe certamente colore e atmosfera a una sfida molto sentita, ma che viene considerata probabile vista la rivalità tra le due piazze. Sul campo, intanto, la Salernitana si prepara a un confronto delicato contro una Casertana reduce da una stagione positiva e desiderosa di continuare il proprio percorso playoff. I granata dovranno cercare di indirizzare subito la qualificazione già nella gara del Pinto, per poi giocarsi tutto nel ritorno davanti al pubblico dell’Arechi. Ufficio Stampa Generazione Donato Vestuti  

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Comunicato Play off

La Generazione Donato Vestuti intende esprimere il proprio rammarico e la propria contrarietà in merito alla gestione del tabellone dei play-off di Serie C, con particolare riferimento alle tempistiche estremamente ristrette con cui vengono comunicate date e accoppiamenti. Ancora una volta, a essere penalizzate sono le tifoserie, vero cuore pulsante del calcio. L’organizzazione di una trasferta richiede impegno, tempo e risorse, elementi che vengono sistematicamente ignorati da decisioni prese senza la dovuta considerazione per chi segue la propria squadra con passione e sacrificio. Riteniamo inaccettabile che, in un momento così importante della stagione, non venga garantito un minimo di programmazione che consenta ai sostenitori di essere presenti e vicini alla squadra. Il calcio, senza i tifosi, perde gran parte del suo significato. Chiediamo maggiore rispetto e attenzione nei confronti delle tifoserie, affinché situazioni come questa non si ripetano in futuro. Generazione Donato Vestuti  

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Generazione Donato Vestuti “Salernitana, il momento della verità, tra infortuni, ritorni e sogni playoff

La Salernitana arriva al momento decisivo della stagione con una consapevolezza nuova, i playoff non sono solo un obiettivo, ma una concreta occasione per tornare in Serie B. Il terzo posto conquistato nel finale di campionato ha dato ai granata tempo, fiducia e soprattutto, la possibilità di recuperare uomini chiave. Per buona parte della stagione, uno dei molti ostacoli è stato rappresentato dagli infortuni. Nelle ultime settimane, però, il quadro sta cambiando, lo staff medico è al lavoro per restituire alla Salernitana pedine fondamentali come Berra, Villa e Capomaggio. Tutti e tre sono reduci da problemi muscolari, ma i tempi di recupero sembrano compatibili con l’inizio della post-season. Il dato più rilevante è proprio questo, Cosmi potrebbe presentarsi ai playoff con una rosa finalmente più completa, dopo periodi di emergenza. La notizia più importante riguarda però Roberto Inglese, l’attaccante è tornato in campo dopo oltre quattro mesi di stop per problemi alla schiena, mettendo fine a un lungo calvario. Il suo rientro, anche se ancora parziale dal punto di vista della condizione, rappresenta un valore enorme, leadership nello spogliatoio, esperienza nei momenti chiave, capacità di incidere anche con pochi palloni. Cosmi lo gestirà con cautela, ma l’idea è chiara: avere Inglese al top o quasi, per le partite che contano davvero. Da quando Serse Cosmi è arrivato, la Salernitana ha cambiato marcia, il tecnico ha riportato ordine tattico e mentalità, costruendo una squadra più concreta che spettacolare. Il tempo a disposizione prima dei playoff diventa ora un alleato strategico, lavoro fisico per alzare l’intensità, recupero graduale degli infortunati, test e rotazioni per trovare l’assetto migliore. L’idea di Cosmi è chiara, arrivare agli spareggi con una squadra “corta”, compatta e pronta a sfruttare gli episodi. Non serve dominare, serve essere cinici, i playoff di Serie C, premiano le squadre solide più che quelle brillanti. In questo senso, la Salernitana sembra avere le caratteristiche giuste, difesa più equilibrata rispetto a inizio stagione, attacco che può alternare fisicità (Ferrari, Lescano) e qualità (Inglese), un centrocampo che con un Capomaggio primi tempi, De Boer e Gyabuaa garantisce maggiore profondità. Da non sottovalutare anche il valore aggiunto di un ritrovato Ferraris e l’estro del peperino Achik, senza sottovalutare le doti dei vari Molina, Tascone, Carriero, Matino e Anastasio. In più, il piazzamento favorevole garantisce vantaggi regolamentari nelle prime fasi, un dettaglio tutt’altro che secondario. La Salernitana arriva ai playoff nel suo momento migliore, non tanto per il gioco espresso, quanto per la crescita collettiva e il recupero degli uomini chiave. Se gli infortuni continueranno a dare tregua e Inglese riuscirà a ritrovare minuti e condizione, la squadra di Cosmi potrà davvero giocarsi le proprie carte fino in fondo. Ora non resta che una cosa, trasformare il potenziale in risultati e nei playoff, si sa, conta solo chi sbaglia meno. UFFICIO STAMPA GENERAZIONE DONATO VESTUTI