Domani non sarà una trasferta come le altre, domani non conteranno i chilometri, la stanchezza, l’orario o il sacrificio, domani conterà una sola cosa: esserci. Essere presenti ancora una volta, al fianco della nostra maglia, della nostra città, della nostra gente. A Ravenna saremo in 550, 550 cuori granata pronti a battere all’unisono, 550 voci che dovranno cantare senza fermarsi un secondo.
550 uomini e ragazzi che porteranno sulle spalle il peso e l’orgoglio di un popolo intero. Perché noi non siamo tifosi occasionali, noi siamo figli di una mentalità che non conosce resa, siamo quelli che partono comunque. Quelli che ci credono anche quando tutto sembra crollare, quelli che hanno fatto della Salernitana una ragione di vita, un’appartenenza che va oltre il calcio. Domani a Ravenna non entreranno soltanto dei giocatori in campo, entrerà Salerno, entreranno i sacrifici di chi lavora tutta la settimana e poi parte all’alba per seguire questi colori. Entreranno le lacrime, la rabbia, l’amore e l’orgoglio di chi questa maglia la sente sulla pelle ogni giorno. Dovremo essere una bolgia, dal primo all’ultimo minuto, anche quando le gambe saranno pesanti, anche quando il fiato mancherà,
perché una partita così non si guarda, si vive, si combatte, si trascina. I ragazzi in campo dovranno sentire dietro di loro un popolo intero, dovranno capire che in quel settore ci sono persone che hanno rinunciato a tutto pur di esserci, che quei cori vengono dal cuore di una città che non si piega mai. Noi siamo Salerno, terra di passione, orgoglio e appartenenza. Una città che cade e si rialza sempre, una tifoseria che negli anni ha conosciuto dolore, delusioni, trasferte infinite e battaglie, ma che non ha mai smesso di cantare. Ed è proprio nei momenti decisivi che viene fuori la nostra vera essenza, la mentalità ultras non si spiega, si dimostra.Con la presenza, con la voce rotta dopo novanta minuti, con le mani gelate attaccate a una bandiera e con gli occhi pieni di orgoglio davanti ai nostri colori. Domani nessuno dovrà tirarsi indietro, domani dovremo cantare per chi non potrà esserci, per chi ha consumato una vita dietro questa maglia, per chi ci ha insegnato che la Salernitana non si segue quando conviene, ma si ama senza condizioni. 550 cuori, una sola voce, un
solo destino. Facciamo tremare Ravenna, facciamo capire a tutti cosa significa avere Salerno dentro.
Spingiamo quei ragazzi oltre ogni limite, perché domani in campo non andranno da soli, avranno dietro un popolo intero pronto a combattere insieme a loro.
FINO ALL’ULTIMO RESPIRO.
FINO ALL’ULTIMO CORO.
AVANTI BERSAGLIERAAAA!!!!!

