Giugno 2026

Calcio

Salernitana, il tempo stringe, tanto fumo, poco arrosto

Mancano ormai pochi giorni all’inizio della nuova stagione, con il ritiro precampionato fissato per il 12 luglio, ma il mercato della Salernitana stenta ancora a decollare. Tra indiscrezioni e trattative, al momento non si intravede ancora una strategia ben definita. I nomi accostati al club granata sono diversi, si parla dell’attaccante D’Ursi, reduce da un’ottima stagione al Sorrento con 15 reti, del terzino destro Liano della Casertana e del difensore Capuano, rimasto svincolato dopo la scomparsa della Ternana. La suggestione più affascinante porta invece a Lorenzo Insigne, il direttore sportivo Daniele Faggiano avrebbe sondato il fantasista, reduce dalla retrocessione in Serie B con il Pescara. Per ora, però, siamo ancora nel campo delle ipotesi, tanto fumo e poco arrosto. L’unica certezza sembra essere la fiducia della proprietà, che avrebbe messo a disposizione del direttore sportivo un budget di circa 5 milioni di euro per la campagna acquisti. Sul fronte delle uscite regnano le indiscrezioni. Capomaggio, Matino e Molina sarebbero destinati al Cerignola, mentre Ascik, desideroso di trovare maggiore spazio da titolare, potrebbe trasferirsi allo Spezia. In uscita ci sarebbe anche il terzino Longobardi. I tifosi, intanto, attendono con fiducia che la squadra possa presentarsi quasi al completo già dal primo giorno di ritiro, così da consentire al tecnico di lavorare fin da subito su un gruppo definito e arrivare preparati alle prime giornate del prossimo campionato. Grande attenzione, infine, è rivolta alla riunione in programma questo pomeriggio a Roma, dalla quale ci si attende un segnale importante da parte del presidente Danilo Iervolino. L’auspicio dell’intero ambiente granata è che venga tracciata una linea chiara per costruire una Salernitana competitiva e pronta a recitare un ruolo da protagonista nel prossimo campionato. Ufficio Stampa Generazione Donato Vestuti

Comunicati stampa

La macchina organizzativa del Santa Teresa Beach ha generato un compleanno dei 107 improntato sull’amarcord ed al senso di appartenenza. Tutti gli ex, ricordando anche chi non c’è più, hanno cavalcato l’onda emotiva degli anni d’oro e lasciato spunti di orgoglio a chi oggi è chiamato a prendere il testimone di quel periodo per rilanciare la Bersagliera ed i tifosi tutti nei contesti che le appartengono. Paolo Rachini e Mirko Cudini, intervistati, hanno parlato di un gruppo di uomini veri che :”scendeva in campo incarnando i valori della gente e loro lottavano insieme a noi per trascinarci ai successi”. E’ lo spirito indomito della Torcida Salernitana, la forza sempre presente nel bene e nel male, oltre lo spirito ed oltre le logiche aziendali e contabili. Da questa spinta emotiva è bene che il gruppo dirigente della Salernitana riparta con un programma vero e condiviso da tutte le componenti sociali, perché Salerno è una “piazza calda”, un luogo della memoria calcistica, un trampolino dal quale rilanciarsi per raggiungere obiettivi ambiziosi che tutta la Città pretende per quello che ha dimostrato (se casomai ce ne fosse stato bisogno) in questi anni. La “Triennale” di Pegaso memoria è alle spalle e bisogna scrollarsi del peso che ha lasciato nel cuore. Ripartiamo da chi: “non ha mai mollato” restituendo in termini di risultati tutto l’amore che la spinta emotiva del popolo granata ha saputo e sa dare. Presidente ASD Generazione Donato Vestuti.

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Arechi, il rischio di perdere un’identità: i tifosi granata ostaggio di ritardi e incertezze

“Una Salernitana ambiziosa e all’altezza del nuovo volto dello stadio Arechi. È questo l’auspicio espresso dal sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, che ha richiamato l’attenzione sull’importanza del percorso di riqualificazione dell’impianto cittadino e sulle prospettive legate a Euro 2032.” Queste le parole all’indomani dei festeggiamenti. Nei fatti, purtroppo, più che un progetto oggi a Salerno sembra regnare l’incertezza. Mentre si continua a parlare di Euro 2032, di riqualificazioni milionarie e di un nuovo volto per lo stadio Arechi, migliaia di tifosi della Salernitana si pongono una domanda molto più semplice e concreta: dove giocherà la squadra e che fine farà la casa dei granata? Una domanda che assume un significato ancora più profondo all’indomani del 19 giugno, giornata in cui la città ha celebrato il 107° compleanno della Salernitana. Una ricorrenza che avrebbe dovuto rappresentare soltanto un momento di orgoglio e appartenenza per il popolo granata, ma che inevitabilmente ha riportato al centro del dibattito anche le preoccupazioni per il futuro della squadra e del suo stadio. Il rischio che serpeggia tra gli appassionati è che la città possa pagare un prezzo troppo alto per progetti ambiziosi che, almeno fino ad oggi, non hanno ancora prodotto certezze. L’Arechi è una struttura che da anni necessita di interventi profondi. Nessuno lo nega. L’impianto mostra tutti i limiti dell’età, sia sotto il profilo della funzionalità che della sicurezza. Ma proprio per questo motivo sarebbe stato necessario affrontare il problema con una programmazione chiara, condivisa e soprattutto scandita da tempi certi. Ufficio stampa Generazione Donato Vestuti

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Salernitana: Il silenzio che preoccupa più di una sconfitta

C’è un aspetto che, in queste settimane, dovrebbe far riflettere ogni tifoso della Salernitana, non riguarda il mercato, non riguarda i nomi dei calciatori e nemmeno le strategie tecniche. Riguarda il silenzio, un silenzio sempre più pesante, sempre più difficile da comprendere. Da settimane si parla della riconferma di Serse Cosmi e del direttore sportivo Faggiano come figure dalle quali ripartire, eppure, ad oggi, la sensazione è che manchi ancora il tassello più importante, l’autorizzazione a programmare e costruire concretamente il futuro. Nel frattempo il calendario corre, il ritiro si avvicina e la Salernitana sembra ferma in una pericolosa terra di mezzo. Ed è proprio questo il punto, nel calcio moderno l’immobilismo è uno dei nemici peggiori. Ogni giorno perso nella programmazione rischia di trasformarsi in settimane da rincorrere successivamente, significa arrivare tardi sulle scelte, farsi trovare impreparati sulle opportunità, costruire con affanno ciò che andrebbe invece pianificato con lucidità e anticipo. La cosa che lascia più amaro in bocca è che tutto questo avviene in un momento in cui la piazza aveva dato un segnale straordinario, dopo delusioni, amarezze e tensioni, il popolo granata aveva ritrovato entusiasmo. Aveva scelto di crederci ancora, dimostrando un attaccamento che va oltre ogni categoria e ogni risultato, quell’entusiasmo avrebbe dovuto rappresentare una scossa, avrebbe dovuto toccare il cuore del patron Iervolino, spingendolo a rompere gli indugi, a parlare, a rassicurare, a indicare una direzione chiara. Invece regna l’empasse e quando una società resta sospesa troppo a lungo, il rischio non è soltanto tecnico o organizzativo. Il rischio più grande è disperdere quel patrimonio di fiducia che i tifosi, ancora una volta, avevano deciso di concedere. Nessuno chiede promesse. nessuno pretende proclami, ma la Salernitana, a meno di un mese dall’inizio della nuova stagione con il ritiro, ha bisogno di certezze. Ha bisogno di sapere chi decide, quali sono gli obiettivi e quale strada si intende percorrere. L’amore della gente può sopportare le sconfitte, può accettare gli errori, può persino perdonare le delusioni, quello che fatica ad accettare è l’assenza. E oggi, più che le parole, è proprio il silenzio a fare rumore. Ufficio Stampa Generazione Donato Vestuti

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SALERNITANA, NON SERVE UNA RIVOLUZIONE: CINQUE TITOLARI PER IL SALTO DI QUALITÀ

La semifinale playoff raggiunta dalla Salernitana ha lasciato una convinzione forte all’interno della società: la squadra è già competitiva. Per questo motivo Serse Cosmi e Daniele Faggiano non hanno intenzione di stravolgere l’organico, ma di intervenire in modo mirato sui reparti che durante la stagione hanno mostrato maggiori criticità. Una prima esigenza riguarda la porta. Con Donnarumma e Brancolini destinati a lasciare Salerno, il club dovrà individuare un nuovo numero uno affidabile e possibilmente già esperto della categoria. Un ruolo fondamentale per una squadra che punta alla promozione diretta. In difesa serviranno invece esperienza e leadership. La posizione di alcuni centrali è al vaglio della dirigenza e i primi profili monitorati sarebbero quelli di Capuano e Donati. L’obiettivo è affiancare all’attuale ossatura un difensore in grado di guidare il reparto nei momenti decisivi della stagione. A centrocampo la situazione appare più stabile. Cosmi ha trovato equilibrio nella seconda parte del campionato e difficilmente chiederà una rivoluzione. Piuttosto, la dirigenza dovrà decidere il futuro di alcuni elementi che hanno trovato poco spazio nelle ultime settimane e valutare l’inserimento di una mezzala capace di garantire maggior peso in chiave offensiva. Il reparto di punta resta però quello destinato a concentrare le maggiori attenzioni. La probabile partenza di Ferraris obbligherà la Salernitana a cercare un giocatore con caratteristiche simili: velocità, profondità e capacità di saltare l’uomo. Non a caso la società starebbe valutando un nuovo tentativo per riportarlo in granata. Analizzando il percorso della squadra nei playoff, emerge chiaramente come la Salernitana abbia già raggiunto un buon livello di organizzazione tattica. Ciò che è mancato nei momenti decisivi è stata soprattutto la presenza di alcuni uomini in grado di spostare gli equilibri nelle due aree di rigore. Per questo motivo il mercato granata potrebbe svilupparsi attorno a cinque innesti principali: un portiere titolare; un difensore centrale leader; un esterno offensivo di qualità; una mezzala con gol nelle gambe; un centravanti capace di garantire almeno 15 reti stagionali. La continuità scelta da Iervolino passa proprio da qui, dall’aggiunta di quei tasselli che possano trasformare una buona squadra playoff in una seria candidata alla promozione diretta. Forza Sempre Salernitana. Ufficio Stampa Generazione Donato Vestuti

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Parola d’ordine continuità

Parola d’ordine: continuità. Sembra essere questo il principio che il patron della Salernitana, Danilo Iervolino, sta seguendo per costruire la squadra che affronterà il prossimo campionato di Serie C. Dopo una stagione che ha restituito entusiasmo all’ambiente granata, la società appare orientata a dare seguito al lavoro svolto negli ultimi mesi, evitando rivoluzioni e puntando sulla valorizzazione di quanto già costruito. Una scelta che trova solide basi in diversi elementi: una tifoseria straordinaria, capace di garantire numeri da categoria superiore, una rosa composta da 25 calciatori ancora sotto contratto e una dirigenza tecnica che ha ricaricato l’ambiente con empatia, competenza e capacità. L’impressione è che la Salernitana voglia ripartire dalle proprie certezze. In un campionato difficile e insidioso come la Serie C, la continuità può rappresentare un valore aggiunto spesso sottovalutato. Conservare l’ossatura della squadra, intervenendo con innesti mirati, potrebbe consentire ai granata di presentarsi ai nastri di partenza con un vantaggio importante rispetto a molte concorrenti costrette a ripartire quasi da zero. Sotto la guida di Serse Cosmi, la squadra ha mostrato identità, spirito di sacrificio e una chiara impronta tattica. Aspetti che hanno permesso alla Salernitana di ritrovare compattezza e credibilità, gettando le basi per un progetto tecnico che deve avere come obiettivo unico il ritorno nelle categorie superiori. Anche la rosa attuale rappresenta un patrimonio da preservare. Molti elementi hanno dimostrato di poter recitare un ruolo da protagonisti nella categoria e, con pochi correttivi nei reparti chiave, il gruppo potrebbe compiere quel salto di qualità necessario per trasformare le ambizioni in risultati concreti. La sensazione, dunque, è che il club abbia individuato la strada da seguire. Nessuna rivoluzione, nessun azzeramento. Solo la volontà di consolidare quanto di buono è stato costruito, aggiungendo qualità ed esperienza dove necessario. Perché la prossima stagione, a Salerno, non sarà semplicemente un nuovo campionato. Sarà l’anno in cui la continuità dovrà trasformarsi in promozione. Ufficio Stampa Generazione Donato Vestuti

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Generazione Donato Vestuti: adesso servono risposte, non attese

Danilo Iervolino si gode qualche giorno di pausa dopo la fine di una stagione che ha lasciato più rimpianti che certezze. La delusione per l’eliminazione nei playoff può essere archiviata, ma il tempo delle riflessioni non può trasformarsi in immobilismo. La Salernitana ha bisogno di un segnale immediato per ripartire, la sensazione è che il club si trovi davanti a un bivio decisivo. Le possibili conferme di Daniele Faggiano e Serse Cosmi rappresenterebbero una scelta di continuità tecnica e progettuale, ma ogni giorno che passa senza una direzione chiara alimenta dubbi e incertezze. Dopo una stagione conclusa a un passo dall’obiettivo, l’ambiente granata si aspetta decisioni rapide e una programmazione all’altezza delle ambizioni dichiarate. Prima di definire le strategie sportive, la proprietà è chiamata a valutare il piano economico della prossima stagione insieme ai vertici societari. L’analisi dei costi è un passaggio necessario, ma non può diventare un alibi per rinviare le scelte. Le indiscrezioni parlano di un budget importante per la categoria, numeri che consentirebbero alla Salernitana di presentarsi ai nastri di partenza con ambizioni da protagonista. Tuttavia, le risorse economiche da sole non bastano, servono programmazione, tempi certi e una visione chiara. La piazza ha già dimostrato pazienza e attaccamento. Ora attende risposte, perché chi vuole vincere il prossimo campionato non può permettersi di partire in ritardo. La palla è nelle mani di Iervolino, ma il tempo delle attese sta finendo.   Ufficio Stampa Generazione Donato Vestuti