“Una Salernitana ambiziosa e all’altezza del nuovo volto dello stadio Arechi. È questo l’auspicio espresso dal sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, che ha richiamato l’attenzione sull’importanza del percorso di riqualificazione dell’impianto cittadino e sulle prospettive legate a Euro 2032.”
Queste le parole all’indomani dei festeggiamenti. Nei fatti, purtroppo, più che un progetto oggi a Salerno sembra regnare l’incertezza. Mentre si continua a parlare di Euro 2032, di riqualificazioni milionarie e di un nuovo volto per lo stadio Arechi, migliaia di tifosi della Salernitana si pongono una domanda molto più semplice e concreta: dove giocherà la squadra e che fine farà la casa dei granata? Una domanda che assume un significato ancora più profondo all’indomani del 19 giugno, giornata in cui la città ha celebrato il 107° compleanno della Salernitana. Una ricorrenza che avrebbe dovuto rappresentare soltanto un momento di orgoglio e appartenenza per il popolo granata, ma che inevitabilmente ha riportato al centro del dibattito anche le preoccupazioni per il futuro della squadra e del suo stadio. Il rischio che serpeggia tra gli appassionati è che la città possa pagare un prezzo troppo alto per progetti ambiziosi che, almeno fino ad oggi, non hanno ancora prodotto certezze. L’Arechi è una struttura che da anni necessita di interventi profondi. Nessuno lo nega. L’impianto mostra tutti i limiti dell’età, sia sotto il profilo della funzionalità che della sicurezza. Ma proprio per questo motivo sarebbe stato necessario affrontare il problema con una programmazione chiara, condivisa e soprattutto scandita da tempi certi.
Ufficio stampa Generazione Donato Vestuti

