Non si può andare avanti così, la prestazione offerta nel derby casalingo lascia un profondo senso di sgomento e rabbia, oltre all’assenza totale di un’idea di gioco e alla mancanza di risultati, stavolta si è vista una squadra atleticamente sulle ginocchia, crollata alla prima difficoltà. Eppure l’illusione iniziale c’era stata, l’impostazione tattica con la difesa a quattro e il centrocampo a due linee aveva dato frutti per un tempo, nascondendo le lacune di una rosa costruita male durante il mercato estivo. L’illusione di essere sulla strada giusta, concretizzata dal vantaggio di Llano, si è però dissolta nella ripresa. Dal punto di vista tecnico e gestionale, le colpe di Serse Cosmi sono evidenti, la conduzione della gara e la lettura dei cambi nella seconda frazione di gioco si sono rivelate del tutto fallimentari, incapaci di porre un freno al ritorno degli avversari o di dare un’identità precisa a questo gruppo. Ma ad aggravare il quadro è la resa sconcertante dei singoli, la nota più dolente arriva da chi avrebbe dovuto garantire qualità e freschezza subentrando a gara in corso: gli ingressi di Lescano e Gyabuaa si sono trasformati in un disastro su tutta la linea. Un atteggiamento svogliato, impalpabile e del tutto privo della necessaria garra agonistica, che ha finito per penalizzare enormemente la squadra, costringendo di fatto i compagni a giocare in nove uomini nel momento di massima pressione. Il calo fisico e mentale della ripresa è inaccettabile, la pazienza della piazza è ormai esaurita e la bordata di fischi della Curva Sud Siberiano al triplice fischio ne è la conferma più netta. Tra limiti panchina e prestazioni individuali indecorose, pretendiamo immediato rispetto per la maglia e prese di posizione chiare.
Ufficio Stampa Generazione Donato Vestuti

