Il 24 maggio è un giorno triste per Salerno, la Salernitana, il mondo del tifo e del calcio tutto. La nostra città perde 4 figli per eventi connessi (o sconnessi) ad un momento di sport e di aggregazione. Perché il tifo è anche stare insieme, con passione, con tenacia, con fede che non devono mai sfociare nella violenza. Non ci sono giustificazioni, non ci sono se e ma, la vita è sacra ed è fondamentale che tutti ne abbiano ben chiaro il rispetto. Quel rispetto che il mondo ultras salernitano ha dimostrato con i tifosi del Brescia in occasione della disgrazia che ha portato via alla sua famiglia Roberto Bani ed ha dato il via al gemellaggio con la squadra lombarda.
Oggi il popolo granata, la squadra, i giocatori, l’allenatore, la società hanno il privilegio di onorare la memoria dei nostri ragazzi mettendo in scena la partita perfetta, quella dove non sbagli un passaggio, un cross, un cambio dalla panchina. Oggi sul campo devono regnare sudore, sacrificio, corsa e tecnica , senza risparmio, per costruire le basi ad un ingresso in finale che in tanti speravano ma in pochi credevano. Oggi vogliamo sentire urlare Simone, Ciro, Vincenzo e Giuseppe ad ogni rete della nostra Bersagliera perché il loro sacrificio sia di monito a tutto il mondo, perché non accada mai più che un genitore non veda tornare il figlio da una partita di calcio. Oggi, come ogni 24 maggio, il mio cuore di papà, di nonno, di tifoso, è triste ma fiducioso che la nostra Bersagliera sappia restituirci i sorrisi ed i sogni che hanno strappato ai nostri figli. Forza Salernitana sempre. Con orgoglio Presidente ASD Generazione Donato Vestuti.

